lunedì 4 novembre 2013

Swiss Cheese Parade lo street food d'autore!

Viviamo in un mondo frenetico nel quale siamo portati spesso a mangiare velocemente ... si mangia davanti alla tv, sulla scrivania a lavoro, al computer e anche per strada.. la moda dello "street food", il cibo da strada, è infatti a volte un piacere, a volte un'esigenza data dal poco tempo a disposizione tra un appuntamento e un altro.

Arancini, lampredotto, piadina, pan co’ grifi, cecina, arrosticini, questi sono solo alcuni esempi, dei tipici cibi da strada offerti nelle varie regioni italiane, che costituiscono spesso vere e proprie eccellenze gastronomiche.

Lo "street food" sfida la cucina stellata, ricercata, ben impiattata e presentata come un'opera d'arte dimostrando che si può mangiare in modo gustoso e genuino, senza tante scenografie ed inutili fronzoli.

Insieme ad altri food blogger sto partecipando alla Swiss Cheese Parade, il nuovo contest patrocinato da Formaggi Svizzeried ospitato sul blog  Peperoni e patate per il quale dovremo preparare delle ricette in perfetto tema "street food", che siano pratiche da mangiare anche camminando, vere e proprie "ricette da passeggio". 




 


I protagonisti del contest sono lo Sbrinz e il Gruyère, che ci sono stati inviati in questo kit:

       1,5 kg di Sbrinz e 1,5 kg di Gruyére
      un ricettario
      alcuni tovaglioli di carta di paglia (gadget)
      bandierine svizzere (gadget)
      una swiss box







In palio per il vincitore un premio dal fascino unico: un week-end per due persone a Berna nella suggestiva cornice dei mercatini di Natale (in collaborazione con Svizzera Turismo). Per il secondo e il terzo classificato in palio un corso di fotografia  e foodstylist e una selezione di Formaggi dalla Svizzera.



Sbrinz DOPLo Sbrinz  è sinonimo di armonia e bellezza della natura. Il benessere e l’alimentazione naturale delle mucche infatti consentono di ottenere una materia prima (il latte) di elevatissima qualità che dopo i controlli di rito effettuati nel caseificio diventa ineccepibile.

Il nome del formaggio Sbrinz DOP è legato ad un viaggio per l’Italia avvenuto nel 1530 dell’antico e originario formaggio svizzero che era allora il più esportato all’estero e conosciuto con i nomi di Schwyzer e Spalen. In quell’anno una carovana  con una grande quantità del prestigioso formaggio partì dalla città di Brienz diretta verso l’Italia, dove il nome di provenienza fu storpiato in Sbrienzer o Sbrinz. Da allora, per tutti, questo è rimasto il nome del famoso formaggio.

Lo Sbrinz DOP ha un sapore di base salato leggermente fruttato e una notevole consistenza che lo avvicina alle caratteristiche del Parmigiano Reggiano.
Rispetto a questo però lo Sbrinz DOP mantiene un aroma più carico dovuto all'altissima qualità del latte utilizzato per produrlo. Come il Parmigiano Reggiano, lo Sbrinz DOP è un formaggio ricco e versatile in cucina. Può essere infatti consumato come aperitivo in abbinamento alla frutta secca o alle insalate, grattugiato per mantecare i risotti o condire la pasta e per interessanti preparazioni calde o al gratin.


Con lo Sbrinz DOP abbiamo realizzato:

Cannoncini di pasta sfoglia ripieni di fonduta di panna e sbrinz

Ingredienti:

un rotolo di pasta sfoglia rettangolare
due etti di Sbrinz Formaggi dalla Svizzera
un tuorlo d'uovo
panna da cucina e latte q.b.
gelatina di aceto balsamico




Provvedo a preparare i cannoncini ritagliando dalla pasta sfoglia delle striscioline larghe circa 3 cm



Utilizzo degli stampi appositi fatti a cono, spennello con il tuorlo dell'uovo la superficie della pasta sfoglia ed inforno per 15 minuti a 180° 







Affetto lo sbrinz e preparo dei quadratini che andrò a sciogliere in una padella antiaderente insieme alla panna da cucina e al latte




Una volta che il formaggio avrà ottenuto una consistenza cremosa, riempio con il composto una siringa da cucina e provvedo a farcire i cannoncini





Potete anche guarnirli a piacere con gelatina di aceto balsamico



Ed ecco pronti i nostri cannoncini "da passeggio". 
Non sporcano, non ungono, sono gustosi, friabili e nutrienti!





Le Gruyére DOPLa regione del Gruyère è una delle aree più incantevoli delle Prealpi svizzere.
I ricchi pascoli, i boschi e le tradizioni del luogo sono una caratteristica costante del territorio che hanno dato origine ad un formaggio unico quanto prezioso. Questo antico territorio era abitato dai Romani e dai Celti che già sapevano fabbricare il formaggio.

Ma sarà la cittadella medioevale di Gruyère alle falde del Moléson, famosa per un ricco mercato, la patria del famoso formaggio. Nel 1115, Guillaume, il conte di Gruyère, fonda il priorato cluniacense di Rougemont ed eredita diversi privilegi fra cui quelli della fabbricazione del formaggio nelle montagne dell’omonima regione. Il convento avrebbe sostenuto la fabbricazione del formaggio e messo a disposizione tutto l’occorrente necessario. Durante l’estate con caldaie, forme e setacci i pastori della contea avrebbero trasformato in formaggio la produzione di latte della regione.

Nel 1762 l’Académie Française inoltre riconoscerà la “parola Gruyère” come formaggio fabbricato nell’omonima regione Svizzera.

Il Gruyère AOC (DOP) esiste in differenti variazioni (dolce, semisalato, salato o surchoix) ma in tutte queste varietà mantiene alcune caratteristiche fondamentali comuni:

Il Nome: da Gruyère, omonima regione e cittadina nel cantone di Friburgo.

L’Area di produzione: I cantoni di Friburgo, Neuchâtel, Giura,Vaud, i distretti di Courtelary, La Neuveville, Moutier e alcuni comuni del cantone di Berna.

Le Materie prime: Latte crudo di vacche nutrite esclusivamente con erba e fieno naturale e senza aggiunta di conservanti (erba in estate, fieno in inverno). Viene assolutamente vietato l’uso di additivi sia per la fabbricazione che per la stagionatura.

La Forma e l’aspetto: Forme rotonde del peso di circa 25-40 kg con crosta ammuffita e di color bruno.
L’Occhiatura: La presenza di occhiatura è tollerata se diffusa in modo limitato con piccole occhiature variabili da 4 a 6 mm.

Il Gusto: intenso e variabile tra il dolce e il piccante a seconda della stagionatura. Le Gruyère DOP risulta tra i formaggi più versatili in cucina. Nell’ampia gamma di stagionature mantiene le stesse qualità con una nota salata, e una prevalenza di sapore fruttato. Ottimo se abbinato a vini rossi giovani e robusti come il Barbera, il Dolcetto o il Valpolicella. È perfetto come dessert e per la preparazione di piatti caldi tra cui la famosa fonduta svizzera.

La Pasta: di colore avorio si presenta come una superficie fine e mediamente umida, morbida, flessibile e poco friabile.
La Stagionatura: a partire da 5 mesi fino ai 12 del surchoix, vanta in tutte le sue varietà il marchio DOP.

La Tracciabilità: Ciascuna forma di Gruyère AOC (DOP) è rigorosamente rintracciabile ed identificata da un numero di produzione e da un numero del caseificio. Sulla forma sono indicati anche il giorno e il mese di fabbricazione.
I marchi neri applicati sulle forme sono realizzati con la caseina, (proteina del formaggio) evitando anche in questo caso la presenza di corpi estranei non naturali.

Su ciascuna forma di Gruyère DOP vengono sempre riportati la dicitura Gruyère DOP e il numero dello stabilimento di fabbricazione, per evitare i problemi di falsificazione e garantire l'autenticità del prodotto in ogni singolo pezzo. Il supporto del pre-imballaggio è blu per la scritta Le Gruyère, con il logo AOC rosso e nero. Il Gruyère DOP è commercializzato in forme intere con un’etichetta circolare applicata sopra la forma.


Con il Gruyère DOP abbiamo realizzato:

Muffins con capperi, acciughe, peperoni e Gruyère 

Ingredienti:
3 uova, 100 gr di Sbrinz grattuggiato, 100 ml di latte, 200 gr di farina 00, 
una manciata di capperi, due filetti di acciughe, un peperone rosso, un peperone giallo, sale e pepe q.b., 14 gr di lievito in polvere, 200 gr di  Gruyère  Formaggi dalla Svizzera

Inforno i peperoni a 220° per 35 minuti



Una volta cotti, li incido per fare uscire il liquido, li lascio raffreddare ed elimino la pelle ed i semi


In una terrina inizio a lavorare le uova con il latte


aggiungo a piacere del pepe Cannamela





Incorporo ora la farina e il lievito, il sale e lo sbrinz grattuggiato



Affetto il gruyère e lo taglio a dadini




In un piattino preparo i capperi, i filetti di acciughe tagliati a pezzetti e i filetti di peperoni 


Piatto Veliero collezione Nautica Cartaffini

Vado ad incorporare tutti gli ingredienti nel composto



e lo distribuisco uniformemente nello stampo per muffins GP&me, imburrato ed infarinato. Inforno per 30 minuti a 180°



Ed eccoli pronti da gustare..





Caldi, filanti, con un giusto equilibrio di gusti; il sapore deciso di peperoni, capperi ed acciughe sapientemente addolcito dalla dolcezza del gruyère











Da gustare rigorosamente senza posate, li abbiamo presentati anche in pratici bicchierini usa e getta.


Mentre la prima ricetta che vi ho presentato è leggera e sfiziosa e può costituire un piccolo antipasto, un aperitivo, uno spuntino spezzafame, la seconda per la ricchezza degli ingredienti può costituire un pranzo saporito e sostanzioso.


Qual'è la vostra preferita?

Aspetto curiosissima i vostri feedback!!




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