martedì 29 aprile 2014

Melini Chianti, carattere conviviale

DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO' CHI SEI porta oggi sulla sua tavola un assaggio di Toscana.

La cucina toscana è semplice, sana e gustosa; particolare rilevanza va data all'olio extravergine d'oliva, realizzato in frantoi con grandi macine di pietra. 


Per quanto riguarda i primi piatti, gli amanti della pasta possono assaggiare le pappardelle al cinghiale, alla lepre, ai funghi porcini, ecc. Altri primi famosi della cucina toscana sono le zuppe: la pappa al pomodoro, la ribollita, la carabaccia, la minestra al cavolo nero.
La cacciagione è molto diffusa nella cucina toscana; tra le carni più apprezzate sono da segnalare il cinghiale, la lepre, il daino e il capriolo usati, sia per la preparazione di ragù per primi piatti che per spezzatini.

Fondamentale è l'importanza del vino toscano, in particolare il Chianti, del quale si fa menzione già nel 1200 su manoscritti, cronache e documenti storici, anche se è solo nel 1700 che inizia sul territorio una vera e propria attività vitivinicola, grazie ai successi che questo vino iniziava a riscuotere anche al di fuori della Toscana.
 

Nel 1800 il Barone Bettino Ricasoli fissò il dosaggio delle diverse uve che compongono questo vino e che lo rendono unico; fu così che questo prodotto prese forma e carattere adottando subito il nome della zona di produzione Chianti.

Oggi voglio introdurvi un Chianti che pur racchiudendo la migliore essenza della vecchia Toscana, ha saputo rileggerla in chiave contemporanea attraverso speciali metodi di produzione: Chianti Melini






L'azienda Melini viene fondata nel 1705 quando la famiglia fiorentina dei Melini, facoltosi imprenditori della Val di Sieve, decise di occuparsi di vitivinicoltura.

Melini vanta ben tre primati:

Dal 1800 in poi ha fatto conoscere ed apprezzare il Chianti in tutto il mondo, è stata la prima azienda in Toscana ad adottare la vinificazione in selezione dei vigneti più vocati, secondo il "principio del cru" e per finire è tra le marche di Chianti più diffuse nel mondo.

L'azienda Melini produce una vasta selezione di vini 




ma produce anche la Salsa Balsamica , pregiato condimento ottenuto da mosto cotto di uva Trebbiano di Toscana e l'Olio Extravergine di Oliva, prodotto nella zona storica del Chianti Classico.



Ma il vero protagonista dell'attuale produzione Melini, ha uno spirito indomito dall’animo nobile, sa esaltare i gusti forti di una volta e dare corpo alla leggerezza della gastronomia di oggi, oppure animare gli happy hour più esclusivi...parliamo di un vino originale e di carattere, il re dei Chianti: Chianti Melini 

Tre modi di bere Chianti come mai prima





Noi di DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO' CHI SEI ci siamo dedicati alla degustazione di

Chianti Governo all'Uso Toscano





Affascinata dall'elegantissima confezione che custodisce questa preziosa referenza Melini ma soprattutto incuriosita dal nome particolare di questo vino, prima di assaporarne il carattere autentico ed intenso, ho voluto approfondire il suo metodo di produzione.

Leggevo sul web che

Il governo alla toscana consiste in una particolare tecnica di vinificazione, sostenuta nel secolo scorso anche dal grande codificatore del Chianti, il barone Ricasoli, per ottenere vini fruttati di pronta beva. Per ottenere un Chianti governato in periodo di vendemmia si deve prendere una parte di uva, la più sana e matura, meglio Sangiovese che Canaiolo, raccoglierla in anticipo e lasciare i grappoli per sei settimane, disposti su graticci, all'aria perchè appassiscano. Pigiate, queste uve producono un mosto che aggiunto al vino che ha appena terminato la fermentazione ed ha bruciato tutti gli zuccheri fa partire una seconda fermentazione, prolungata sino a primavera.
Il vino che si ottiene può essere messo in commercio entro l'anno successivo alla vendemmia e a differenza della moderna scuola di Chianti, intesi come vini di grande corpo che si evolvono dapprima in botte quindi in bottiglia per durare svariati anni, è un vino che gioca tutte le sue carte sulla freschezza, la piacevolezza, la vivacità del fruttato. 









Le uve: 80% sangiovese grosso, 20% uve complementari.
Il vigneto: uve provenienti da aree tradizionalmente vocate per felice combinazione di terreno, esposizione e clima. I vigneti, ad alta densità e di impianto relativamente recente, sono allevati a Guyot e a cordone speronato su terreni bene esposti, composti da alberese e galestro, i due tipici terreni delle zone vocate della Toscana.



La vinificazione: una parte delle uve, dopo accurata cernita manuale, viene fatta appassire in locali dedicati (“fruttaio”); un attento controllo della fase di appassimento consente dopo circa tre settimane di ottenere grappoli perfettamente integri ma ricchi di zucchero.
Al contempo in cantina vengono selezionate partite di vino appena svinato che riceveranno l’uva precedentemente appassita, dando origine ad un secondo processo di fermentazione.
Questa lenta rifermentazione è la riscoperta e l’esaltazione di una pratica ricca di storia e di territorio: il Governo all’Uso Toscano che, unita ad un attento controllo delle temperature ed un sapiente utilizzo delle moderne tecniche divinificazione consente di ottenere un vino “ricco”,
strutturato, dal carattere unico ed al contempo piacevole ed invitante.


Il vino: colore rosso rubino intenso e vivido; profumo avvolgente e complesso, con spiccate note di frutta matura (marasca e lampone) e piacevoli sentori floreali (giaggiolo, mammola); sapore pieno, corposo, morbido e fruttato, molto sapido e armonico.
Conservazione ottimale: di pronta beva, ma che saprà sorprendere dopo qualche anno.
Abbinamenti gastronomici: antipasti di salumi e formaggi assortiti, primi piatti saporiti e zuppe di verdure, grigliate di carni rosse, ma anche con il piacere di un aperitivo conviviale.
Temperatura di servizio: 18-20°C.

Un po' per rendere omaggio alla cucina toscana ricca e gustosa, ma anche perché la primavera qui da noi tarda a sbocciare e sentivo l'esigenza di tuffarmi nel mio comfort food per eccellenza (la polenta!), abbiamo preparato oggi un piatto davvero succulento

Bocconcini di cighiale alla paprika con polenta


 
Ingredienti: 500 gr di cinghiale, una carota, un gambo di sedano, mezza cipolla, mezza bottiglia di Chianti Governo all'uso toscano, un cucchiaino di paprika affumicata Cannamela , olio Elite Il Frantoio, farina per polenta.










Facciamo rosolare i bocconi di cinghiale in olio evo; gettiamo il condimento e mettiamo i bocconi rosolati in una terrina insieme alla cipolla, carota e sedano tagliati a tocchetti. Ricopriamo tutto con mezza bottiglia di Chianti e mettiamo a marinare in frigorifero per 12 ore circa.







Trascorso il tempo necessario, sgoccioliamo bene i bocconi di cinghiale e li mettiamo in una casseruola con due cucchiai di olio evo; aggiungiamo le verdure e mettiamo a cuocere a fuoco lento, per almeno un'ora, irrorando di tanto in tanto con un mestolo di liquido della marinatura.

Insaporiamo a piacere e quasi a fine cottura aggiungiamo un cucchiaino di paprika; intanto mettiamo a bollire l'acqua con un cucchaino colmo di sale e due cucchiai di olio per preparare la polenta.






Quando l'acqua bolle, versiamo la farina per polenta e la cuociamo per 40 minuti circa, girandola frequentemente.




Una volta pronta, la versiamo su un tagliere rotondo ed al centro poniamo i bocconi di cinghiale e gustiamo il nostro piatto gustoso e fumante con un buon calice di Chianti Governo all'Uso Toscano







E dopo questa rassegna enograstronomica nella bella terra toscana non mi resta che invitarvi ad acquistare il Chianti Melini, per godere del suo profumo intenso e caratteristico, del suo sapore rotondo e fruttato, del suo meraviglioso colore rosso rubino.


Per ogni ulteriore informazione vi invito a contattare

CANTINA 

Loc. Gaggiano

53036 Poggibonsi (SI) - T: + 39 0577 998511

melini@giv.it



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